sabato 12 gennaio 2013

cibo? no, grazie.

Sono riuscita sempre a dire no a persone che mi chiedevano cose tipo "Ne vuoi un po'?" "Ne vuoi un pezzo?" "Io non lo finisco, lo vuoi tu?"
E ne vado fiera, cazzo.
Il punto è che quel no, non riesco a dirlo a me stessa o a mia madre quando mi chiede "Hai fame?".



Dico di no, ma poi vado in cucina apro il frigorifero, l'armadietto, fisso quello che c'è dentro e poi cado nella tentazione e mangio.
Di Sabato di solito mi concedo qualche caloria in più perché faccio due ore di educazione fisica e questo mese abbiamo iniziato nuoto, ma comunque, non riesco a resistere.
Fin'ora la strategia dell'elastico andava bene, ora sta fallendo miseramente. Ho paura di ingrassare di nuovo.
Avete qualche consiglio?

mercoledì 9 gennaio 2013

prima settimana

Sono abbastanza felice con me stessa perché finalmente sto perdendo peso.
Non faccio colazione oppure prendo un thè al tiglio che mi fa bene ai reni.
A scuola la mia pancia brontola peggio del mio gatto quando russa, quindi sono costretta a mangiarmi una di quelle schifose merendine delle macchinette.
A pranzo - visto che arrivo tardi da scuola - a casa dico che ho già mangiato e se proprio ho fame mi mangio una mela o qualche frutto.
A cena cerco di mangiare come le persone normali, però a volte riesco a contenermi e mangio poco.
La mattina quando mi alzo salto 10 volte più in alto che posso faccio 10 squat e 5 alzate di gamba, per gamba, verso l'esterno - per avere un po' più di fianchi visto che i miei o sono invisibili o non sono mai esistiti.
Insomma, in questi primi giorni di ""dieta"" ho perso quasi 3 chili, e non mi lamento affatto.
Sono davvero contenta di me stessa perché non faccio più spuntini durante la giornata e se, per caso, ho lo stimolo di farlo ho adottato la tecnica dell'elastico - finalmente qualcosa di utile.

Parlando di altre cose...
Penso a Federico e Andrea costantemente.
Ho scoperto che a Federico piace una vacca del '98 e la cosa non mi va giù. Sarà una di quelle solite puttanelle che non vedono l'ora di metterselo in bocca e poi andare via, ma lui è preso, e forse anche tanto, e io non ci posso fare nulla.
Andrea d'altra parte è il solito lupo solitario, abbastanza chiuso e senza scandali - mi rispecchio un po' in lui, per questo mi piace.

La mia prima settimana del 2013 sta andando abbastanza bene, anche se non sono riuscita a comprare i biglietti del concerto de "The Script", però tutto sommato posso finalmente dire che sto bene senza dire una bugia.


*troppi finalmente in questo post.*

martedì 1 gennaio 2013

buon anno?

31 Dicembre, o meglio 1 Gennaio in compagnia del mio gatto e mia nonna visto che non ho avuto il coraggio di scappare via e andare a qualche festa dove mi potevo fare (tutti e due i modi) e ubriacare fino a sboccare il briciolo di anima che mi rimane dentro.

Volevo almeno sentirmi brilla quest'anno, ma no, nulla, il mio corpo regge bene l'alcol. Troppo bene. Lo odio.
Che dire, mia nonna mi ha, chissà come, convinto a mangiarmi ben 2 (e dico due!) piatti di lenticchie e il dannato cotechino.
Domani non voglio pesarmi. NO.

'Propositi' per l'anno nuovo:
+ perdere peso.
+ arrivare ad una 38-36
+ arrivare ad una terza di reggiseno.
+ rassodare il culo.
+ andare in trentino e conoscere Carolina.
+ comprare un vestito e metterlo.
+ uscire con Federico e, cazzo, farmelo.
+ essere socievole con le persone.
+ ritornare in America.
+ essere più presente sul blog.

- rompere legami con certa gente.
- buttare via tutte quelle maglietta da bimbaminchia che compravo l'anno scorso.


Spero soltanto che quest'anno sia meglio dell'anno scorso, anche se ogni volta che lo dico l'anno dopo è sempre una merda, quindi riformulo la frase... spero soltanto che quest'anno sia peggio dell'anno scorso.
E fanculo a tutti.

lunedì 24 dicembre 2012

goodbye

Sabato 15 sono andata in aeroporto perché mia madre partiva per l'America Latina. Mi sono svegliata alle 3 e poi sono anche andata a scuola dove ho avuto un attacco di panico o qualcosa del genere.
Durante la classe di educazione fisica non riuscivo a fare uno stupido balletto di step e sono scoppiata a piangere come una bambina che vuole la mamma.
Ma insomma, diciamoci la verità, era proprio quello che volevo.

Io e lei siamo come migliori amiche - oh, sputtaniamoci - sapere che non l'avrei vista per tre settimane  e che sarei rimasta con mia nonna, non è esattamente qualcosa di bello per me.
Insomma, le lacrime che sarebbero dovute venirmi in aeroporto mi sono venute a scuola, davanti a tutti i miei compagni - meno male che metà della classe era rimasta a casa per via della neve.
Mi sono ripresa dopo 5 minuti di respiri affannati e lacrime che spuntavano dal nulla e ho fatto quello stupido balletto - mi ha anche dato 7.

Sabato e Domenica sono state un paio di quelle giornate dove mi ritrovavo sola e depressa.
Quando sono sola e depressa, di solito sento la lametta parlarmi, - non letteralmente, non sono ancora pazza - ma insomma, avete capito.
Con l'aiuto di una mia cara amica ho superato anche questa e sono andata avanti.

Adesso sto meglio, si fa per dire; scarico app inutili sull'iPhone per tenermi occupata, sono in alto mare quando si parla di compiti delle vacanze e cerco di tirarmi fuori quel briciolo di spirito natalizio che mi rimane.

"vorrei augurarvi buona vigilia ma sarei banale, quindi vi mando tutti a fanculo." ━ qualcuno su twitter

sabato 15 dicembre 2012

seasons


L'inverno mi ricorda te.
In realtà ogni stagione mi ricorda te.
Mi ricordo l'anno scorso quando ti ho rivisto dopo un anno; i ricordi e i sentimenti erano ancora vividi e scalpitavano ogni volta che alzavo lo sguardo per mangiare ogni lembo del tuo viso con i miei occhi sfamabili.
Ricordo che dopo aver mangiato siamo andati a fare una passeggiata al parco insieme a tutti i vecchi amici, io avevo freddo e ti avevo chiesto di mettere la mano nella tasca del tuo giubbotto e tu hai detto sì e poi, non so perché, hai messo la mano anche tu nella tasca, hai preso la mia e le nostre dita si sono intrecciate.
E' stata una delle poche volte che mi hai veramente stupita, perché mi hai presa alla sprovvista.
Ma ancora non capisco perché dopo un po' l'hai tolta via e il calore che mi davi è svanito nello stesso modo in cui era arrivato.
Dopo aver passato un po' di tempo con tutti voi ero dovuta andare via e ho salutato te per ultimo, perché te lo volevo dire.
Volevo dirti ti amo.
"Ti amo Edoardo, ti amo ancora."

Invece no, non ho avuto il coraggio.
E poi non ti ho mai più visto.
Me ne pento tanto, di non avertelo detto. Avrei dovuto dirtelo.
Scusa se non ho saputo fare neanche questo.